25 giugno 2019
Daniele Lombardi
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MEF MUSEO ETTORE FICO

Via Francesco Cigna, 114
TORINO

COME ARRIVARE:

Da Porta Nuova (stazione) prendere la M1 e poi bus 46 (fermata Valprato), poi camminare 1 minuto a piedi.
Da Porta Susa (stazione) prendere Bus 46 (fermata Valprato).

 

Il MEF (Museo Ettore Fico) è un nuovo e importante spazio espositivo di circa 2.000 mq, frutto di un attento progetto di riconversione di una parte dell’ex fabbrica Incet che fù iniziale sede della Società Industriale Costruzioni Meccaniche ed Elettriche, ove lavorò anche Primo Levi in veste di chimico. Immerso nel contesto urbano in costante trasformazione di Barriera di Milano il Museo Ettore Fico rappresenta un luogo unico sul territorio e di grande richiamo per tutta la città di Torino e Provincia. Il MEF è un museo che non vuole essere “solo museo”, ma un vivace luogo di aggregazione sociale e scambio culturale, offrendo una dinamica programmazione espositiva di arte moderna e contemporanea con mostre annuali temporanee, attività educative e progetti speciali realizzati con l’obiettivo di generare processi di partecipazione attiva e riqualificazione territoriale.

Eventi: U235, SUPERCODEX

Artisti: MURCOFOZMOTICRYOJI IKEDA

Durante il festival dal 28 al 30 agosto sarà possibile ingresso scontato (euro 5) alla mostra

LIBERI TUTTI! Arte e società in Italia. 1989 – 2001 
a cura di Luca Beatrice e Cristiana Perrella 
per tutti i possessori del biglietto/abbonamento di TODAYS

L’esposizione presenta il primo tentativo di analisi attraverso una prospettiva storica della generazione di artisti italiani attivi tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Duemila. 

Un periodo, dalla caduta del muro di Berlino al crollo delle torri gemelle a New York, in cui società e cultura hanno conosciuto cambiamenti particolarmente intensi. 

In mostra una generazione di artisti che, rispetto a quelle precedenti, pratica una grande libertà stilistica, formale e di contenuti, passando dalla pittura al video, dall’installazione alla scultura, dalla fotografia all’oggetto.

 

Daniele Lombardi

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